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Bond IG alto rating decennali in Usd e Treasuries decennali.

Tony

Well-known member
Aggiornamento settimanale sul decennale Usa.

Settimana dominata dal Fed meeting quella appena conclusasi. Ci muoviamo sempre in seno alla crisi generata dal covid 19.

La Fed ha sollevato almeno parzialmente il velo su quanto ci aspetta. Una crisi che nelle ricadute occupazionali minaccia di essere prolungata, tassi azzerati per molto tempo, almeno fino al 2022 compreso, onde consentire all'economia una crescita superiore al proprio potenziale così da accorciare la strada. Un calo del Pil Usa stimato per il 2020 al -6,5%. Sempre che l'output finanziario della crisi si riveli gestibile senza troppi ulteriori patemi. Un tema quest'ultimo che per ora resta sospeso.

Se Powell è apparso pessimista, il presidente Trump, che in settimana scorsa aveva parlato di recupero "a razzo", ha insistito su di una ripresa molto più rapida, con Mnuchin che però ha intanto ammesso (in ciò dando retta a Powell, all'apparenza) che altro stimolo fiscale sarà necessario nei mesi a venire. Sempre che si riesca a convincere i parlamentari Usa, soprattutto quelli del GOP, preoccupati da un debito pubblico in ascesa verticale.

Il rendimento del decennale ha mostrato di credere più a Powell che a Trump e questa settimana è caduto, con il $Tnx che ha perso buona parte dei gain conseguito nella settimana precedente, chiudendo venerdì a 6.99 (equivalente a 0,699% di rendimento del decennale), -22,68% w-o-w.

Per i dati macro Usa della settimana, gli initial jobless claims continuano a mostrare perdita di posti di lavoro, (giovedì -1.542k licenziamenti), sempre in progressiva riduzione w-o-w, laddove i continuing jobless claims sono sì scesi a 20.929k da 21.487k, ma assai meno delle attese (20.000k) e restando comunque al di sopra del dato di due settimane fa. Resta presto per trarre conclusioni, in ogni caso. In calo costante le letture dell'inflazione, sia la CPI (0,1% y-o-y a maggio) sia la PPI (-0,8% y-o-y a maggio), il che lascia supporre che il calo dell'inflazione potrebbe continuare nei mesi a venire, nonostante gli sforzi di governo Usa e Fed.

Il tool CME che misura le aspettative sull'andamento dei tassi in prospettiva nei meeting Fed a venire è sempre fermo al meeting di marzo 2021. Il meeting Fed con la stima sull'andamento dei tassi lì indicata ha ovviamente avuto l'effetto di azzerare ogni possibilità di risalita dei tassi fino ad allora.


L'analisi tecnica del $Tnx ha visto un ritorno indietro su più d'uno dei segnali positivi pervenuti nella settimana precedente. Si risalirà verosimilmente dai rendimenti attuali, ma non sarà un percorso breve, né tantomeno lineare. Passi indietro restano possibili, nonostante la modestia dello yield.

Il Tf daily ha visto quattro sedute in deciso calo, con la perdita in gap down della bollinger superiore scavalcata in gap up nella settimana precedente ed in successione, sempre in gap down, al giovedì, della bollinger mediana e di sma 50 daily. Il venerdì ha visto un recupero di sma 50 daily.

Segnale uguale e contrario a quello della settimana scorsa, quando si era scritto:
Lo scavalcamento in gap up di una resistenza è sempre un segnale di forza, quando in una settimana se ne violano due di seguito in gap up, la cosa vale una ripartenza significativa.
La ripartenza forte è tornata alla casella di partenza, come in un gioco dell'oca.

Resta relativamente positivo il momentum. L'Rsi 5 daily del $Tnx è sì caduto, ma è rimbalzato venerdì senza essere andato in ipervenduto. Succede di frequente nelle prime fasi di un rimbalzo o di una ripartenza. Non inficia l'ipotesi del rimbalzo.

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Il Tf weekly è molto significativo: si era detto in settimana precedente che mostrava l'obiettivo della salita del $Tnx nella bollinger mediana weekly, sulla quale era occorso un respingimento nella seduta del venerdì. In sostanza labollinger è stata ritestata lunedì ed ha nuovamente respinto, con discesa del $Tnx arrestatasi appena sotto le sma corte weekly. La velocità del movimento è stata tale da non averle neanche invertite al ribasso. Il momentum weekly ha stornato leggermente, resta tuttavia su valori neutrali.

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Tf monthly: intanto il deciso tentativo di superamento di sma 5 a quota 0,79% di rendimento ha visto un altrettanto deciso respingimento per effetto dell'andamento settimanale. Ha sofferto soprattutto il momentum monthly: senza una chiusura mensile elevata, un salita settimanale può risollevare il momentum, ma una caduta settimanale significativa lo deprime. Così questa settimana ha visto un ritorno ad un ipervenduto estremo, il quale deporrebbe a favore di una ripresa del rimbalzo piuttosto che di altro calo.

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Sentiment: il Dsi ha visto una risalita per il recupero del T-bond decennale alla chiusura di giovedì su valori neutrali, a quota 53, contro i 32 del giovedì della settimana scorsa. Sempre su valori neutrali le medie mobili sma 5, 10 e 21

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Flussi di capitale nei bond Usa: ancora inflow importante in settimana nel rilevamento Lipper, ennesima lettura superiore a 10 mld $, per la precisione 11,1 mld $. Moderato invece l'inflow rilevato da Etf.com, a 2.460 mld $ circa. L'investitore più distante dal mercato resta incline a puntare sul decennale qualunque cosa succeda all'equity, in sostanza. Più a corrente alternata l'investitore trader, come lo abbiamo chiamato, per il quale l'ingresso nei bond assume consistenza solo in certe fasi, con modalità opportunistiche.



Una novità di metodo riguarderà d'ora in avanti il dato Cot e il Cot Tff.

Il secondo, organizzato per 4 classi di operatori, si è rivelato a tratti utile per anticipare movimenti settimanali del decennale in un'ottica long/short. Vedo tuttavia che il dato del solo Cot report, organizzato in 3 categorie (commercial, large speculators, small speculators) è più spesso adoperato per individuare il posizionamento di fondo delle categorie di investitori.

E' questo fra l'altro il dato riportato da Hedgopia nel suo report che pure si allega settimanalmente.

Nel grafico Barchart al link riportato sotto ritrovate entrambi i dati, il Cot ed il Tff (o Cot TFF). Si proverà per qualche tempo ad utilizzare il primo per il posizionamento ed il secondo per il solo andamento settimanale. Vediamo se i risultati si riveleranno soddisfacenti oppure meno e su questa base si deciderà come procedere.

Il dato Cot segnala un passaggio dei large speculator ad un posizionamento net long sul decennale, con i commercial net short, come vedete nel grafico Barchart portando il puntatore sulla settimana dell'8 giugno


Il dato Tff mostra ancora un movimento consistente su base settimanale. La settimana precedente si era visto il ritorno degli asset manager/istituzionali all'incremento del net long in misura significativa, 108k contratti circa. Questa settimana invece rileva una virata netta verso lo short, con oltre 150k contratti aggiunti in questa direzione. I leveraged fund hanno a propria volta invertito il movimento, muovendo in direzione long per oltre 132.5k contratti, laddove in settimana precedente avevano consistentemente aggiunto allo short.

Se la settimana precedente si era ipotizzata una risalita del decennale alla luce del dato, stavolta esso sembrerebbe suggerire l'esito opposto, ossia una qualche discesa.

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Il grafico di Barchart


L'analisi di Hedgopia

 

Tony

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La Fed ha acquistato massicciamente i Treasuries, dall'estero sono stati altrettanto massicciamente venduti proprio mentre la Fed va scalando gradualmente le quantità acquistate.

Un cambiamento importante, qualcosa si va inceppando nella politica per cui gli Usa sono il consumatore del mondo, gli stati esportatori negli Usa sono pagati in Usd e li reinvestono nei Tds Usa.

Nell'immediato, in vista dell'attuazione di ulteriore spesa in deficit, o la Fed incrementa consistentemente la liquidità restando acquirente principale, o si trova maniera di attirare capitali esteri sui treasuries, oppure gli Usa dovranno varare in tempi ragionevoli un rientro nel debito pubblico. Dipenderà verosimilmente anche da chi vince le elezioni a novembre.

 

Tony

Well-known member
Aggiornamento settimanale sul decennale Usa.

Ancora la Fed protagonista nella settimana appena trascorsa, marcata dalle udienze parlamentari semestrali rese dal chairman Powell, ma anche da altri interventi pubblici di membri del board, come quello reso venerdì dal governatore della Fed di Boston Rosengren.

Questa volta Powell è stato più cauto, dopo che il forte calo delle borse del giovedì della settimana precedente era stato ascritto a suoi presunti toni allarmistici sulla ripartenza dell'economia, suscitando anche qualche tweet di reazione da parte del presidente Trump. In realtà, pur cercando di enfatizzare piuttosto la certezza della ripresa dell'economia Usa che non le incognite riguardanti i tempi e le modalità della stessa, Powell non ha mancato di sollecitare il Congresso Usa a protrarre nel tempo il sostegno all'economia.

Lo stesso ha fatto il board member Rosengren, con maggior enfasi sulla necessità di dare sostegno fiscale e la previsione che ancora a fine 2020 il livello di disoccupazione sarà superiore alla doppia cifra percentuale, segnalando peraltro che la ripresa nel secondo semestre potrebbe essere meno robusta di quanto alcuni si attendono.


Nel mentre, resta da capire quale sarà la consistenza dei crediti deteriorati a fine crisi. Qui i dati che pervengono, almeno per i mortgage loans, parlano per ora di una stabilizzazione su livelli alti: il 30% dei titolari di mutui immobiliari residenziali ha mancato il pagamento a giugno, in lieve flessione sul 31% di maggio. Analoghe le difficoltà degli inquilini nel pagamento dell'affitto.


Il decennale Usa ha continuato in sostanza a prendere atto delle indicazioni provenienti dalla Fed. Così, dopo aver imbastito un tentativo di risalita nelle prime due sedute settimanali, il $Tnx è tornato alla casella di partenza nelle tre sedute successive, chiudendo venerdì a 6.97 (equivalente a 0,697% di rendimento del decennale), -0,29% w-o-w.

Va peraltro detto che i dati macro Usa della settimana continuano ad essere in chiaroscuro. Bruttini i dati della disoccupazione, con gli initial jobless claims a mostrare che la perdita di posti di lavoro prosegue, nonostante le riaperture in corso, ad un livello solo marginalmente inferiore w-o-w (giovedì 1.508k licenziamenti vs i 1.542k della settimana precedente). Permangono alti i continuing jobless claims, calati a 20.544k da 20.606k, contro attese per 19.500k. Va detto tuttavia che i benefici extra accordati ai disoccupati fino a fine luglio dal governo federale paiono disincentivare il ritorno al lavoro: i lavoratori di fascia salariale medio bassa e bassa ricevono più in sussidi complessivi di quanto percepirebbero in salario. Una situazione che andrà rimossa.

D'altronde però, è proprio questa paradossale - seppure verosimilmente temporanea - maggiore disponibilità di reddito legata alla generosità del sussidio extra governativo che sta dando una spinta aggiuntiva all'economia Usa, con le vendite al dettaglio che hanno visto a maggio una crescita percentuale m-o-m più che doppia rispetto alle attese (retail sales +17,7% vs.+8% exp; core retail sales + 12,4% vs. +5,5% exp). Anche perché, ridotti i timori legati al coronavirus, iniziata la riapertura dell'economia, gli americani hanno ripreso a spendere.

Il tool CME che misura le aspettative sull'andamento dei tassi in prospettiva nei meeting Fed a venire è sempre fermo al meeting di marzo 2021. E sempre ferme a zero le chance di risalita dei tassi fino ad allora.


Con l'analisi tecnica del $Tnx si farà presto. Il rimbalzo continua, ma a passo molto lento e con qualche ritorno indietro nonostante la direzione di marcia rimanga in leggerissima salita per i rendimenti.

Circa il Tf daily, sma corte e bollinger mediana continuano ad essere prese e perse senza che ciò pesi molto nell'economia dei movimenti del $Tnx. Si segnala tuttavia che sma 50 daily è adesso invertita al rialzo ed è stata tenuta come supporto.

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Tf weekly fermo sulla posizione della settimana scorsa, con un respingimento su sma 5 weekly legato alla discesa nella seconda parte della settimana.

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Niente da dichiarare neanche per il Tf monthly: sempre in respingimento da parte di sma 5, ora a quota 0,75% di rendimento. Sempre in ipervenduto estremo per quanto concerne il momentum, ciò che favorisce altro almeno temporaneo rimbalzo piuttosto che altro calo.

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Circa il sentiment, anche qui nessuna novità: il Dsi del T-bond decennale alla chiusura di giovedì è rimasto su valori neutrali, a quota 49, contro i 52 del giovedì della settimana scorsa. Sempre su valori neutrali le medie mobili sma 5, 10 e 21

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Flussi di capitale nei bond Usa: cala l'inflow settimanale nel rilevamento Lipper, più che dimezzato a quota 5,1mld $. Di analoga consistenza l'inflow rilevato da Etf.com, a 6.052 mld $ circa. I trader degli ETF hanno più che raddoppiato l'esposizione sui bond Usa su base weekly.



Il dato Cot nel grafico Barchart vede i large speculator tornati marginalmente short, i commercial anch'essi marginalmente short, gli small speculator long.


Il dato Tff (i dati di base sono gli stessi del Cot, solo assemblati diversamente, sia per numero di categorie, sia per l'integrazione nel grafico Barchart dei contratti "spreading" nel posizionamento long/short) mostra movimenti di poca consistenza su base settimanale. Asset manager/istituzionali hanno aggiunto marginalmente al net long, per 4k contratti circa. I leveraged fund hanno tagliato sul long per circa 5.5k contratti.

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L'analisi di Hedgopia, molto interessante nella disamina dei flussi di investimento nei bond Usa di investitori esteri e Fed.

 

Tony

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Aggiornamento settimanale sul decennale Usa.

La settimana chiusasi venerdì ha visto due temi alla ribalta. Intanto, un ritorno di attenzione sull'aspetto più propriamente sanitario della crisi del covid 19. Succede che la riapertura dell'economia decretata da molti stati Usa dopo appena 2 o 3 settimane di lockdown, non corredata da misure di contenimento particolarmente stringenti, pare aver facilitato una ripartenza dei contagi nel sud e nell'ovest del paese, fra l'altro in stati importanti quali Texas, Florida e California.

In reazione sono arrivati rallentamenti e passi indietro nelle fasi di riapertura nonché regole di comportamento più stringenti negli stati colpiti, ma anche restrizioni da parte di stati più virtuosi nel contenere la malattia (nel nord est, NY, NJ e CT hanno disposto la quarantena obbligatoria per gli americani in arrivo lì da altri stati con focolai).

Il rischio evidente è che tutto questo rallenti la ripartenza economica, i timori cadono su quanto potrebbe accadere in autunno.

In secondo luogo, la Fed ha imposto una serie di vincoli al comportamento delle banche Usa in merito a erogazione di dividendi (circoscritta) e buyback azionari (temporaneamente vietati/sospesi) come reazione agli stress test bancari 2020. Gli stress test sono andati bene (vanno sempre bene, andarono bene anche nel 2008...) nel senso che la Fed ritiene che il sistema bancario Usa sia in grado di assorbire perdite su crediti che potrebbero arrivare, nel peggiore dei casi, a 700 mld $ e quindi di magnitudine analoga a quella della crisi Lehman.


L'esito degli stress test ha cercato di non essere allarmante, dato che un crollo in borsa delle banche certo non aiuterebbe la situazione, ma non è riuscito ad evitare il forte storno delle borse di venerdì, con i titoli finanziari a perdere il 4,33% come comparto e le principali banche fra il 5% ed il 10%. Il tema della consistenza dei crediti deteriorati come aspetto focale della crisi si va quindi facendo strada.

E' stata intuibilmente una settimana buona per il decennale Usa. Il $Tnx ha galleggiato nelle prime due sedute per cedere terreno decisamente nelle tre successive, chiudendo venerdì a 6.36 (equivalente a 0,636% di rendimento del decennale), -8,75% w-o-w.

Settimana densa per i dati macro Usa i quali sono stati ancora, per dirla in inglese, a mixed bag. Cattivi i dati di maggio sulle vendite di case non nuove, scese m-o-m del 9,7% a maggio dopo il -17,8% di aprile (contro attese di un -3%). Molto buono il dato della vendita di case nuove (+16,6% m-o-m vs. +2,9% exp). Tali vendite tuttavia pesano per il 12% del totale, contro l'88% delle prime. C'è un'america mediamente benestante non colpita dalla crisi che vede nella stessa un'occasione per muovere in acquisto sul mercato immobiliare, sfruttando la caduta del costo dei mutui.

Buoni i dati preliminari del PMI manifatturiero e dei servizi di giugno (rispettivamente 49,6 e 46,7 superiori alle attese). A luglio gli Usa potrebbero vedere dati > 50 di PMI e dunque l'uscita dalla recessione. Buono il rimbalzo degli ordinativi di beni durevoli a maggio (+15,8% vs exp + 10,9%, per i beni cd. core +4% vs. +2,5% exp); si era tuttavia reduci dalla pesante caduta di aprile (-18,1% e -8,2% per i due dati), resta da capire se si tratti di rimbalzo o di ripartenza sostenibile.

Sempre mediocri i dati della disoccupazione, gli initial jobless claims continuano a mostrare perdita di posti di lavoro, in declino solo lieve w-o-w (giovedì 1.480k licenziamenti vs i 1.540k del dato rivisto della settimana precedente). Si fa peraltro costantemente peggio delle attese, stavolta per 1.300k licenziamenti. Meglio i continuing jobless claims, calati finalmente sotto i 20 mln, a 19.522k. Qui può darsi che l'avvicinarsi della fine del sussidio federale extra a luglio incentivi il ritorno al lavoro dei salariati di fascia bassa.

E' giunta la lettura finale del Pil Usa del Q1/2020, con conferma del -5% y-o-y precedentemente stimata.

Il tool CME che misura le aspettative sull'andamento dei tassi in prospettiva nei meeting Fed a venire è sempre fermo al meeting di marzo 2021. Si confermano ancora a zero le chance di risalita dei tassi fino ad allora.


Circa l'analisi tecnica del $Tnx, in estrema sintesi si sono fatti passi avanti verso un sostegno al long decennale nel breve termine, ovvero un passo indietro di una qualche consistenza nel rimbalzo dei rendimenti in essere, fra alti e bassi, dal minimo del 9 marzo scorso. Tuttavia i valori di Rsi sui Tf lunghi del $Tnx, in specie il monthly, sono così compressi da rendere arduo ipotizzare nell'immediato una discesa forte dei rendimenti.

Il Tf daily ha espresso in settimana un chiaro tratto discendente: martedì, tentativo di recupero di sma 13 e respingimento; mercoledì, nuovo tentativo e nuovo respingimento, con ritorno indietro a perdere anche sia sma 5 che sma 50; giovedì, tentativo di recupero di sma 50 e respingimento; venerdì, discesa marcata del $Tnx con le sma corte entrambe invertite al ribasso. Macd invertito al ribasso, Rsi 5 daily in ipervenduto.

Quanto di buono si era fatto nella settimana precedente è stato disfatto in questa ultima.

Valori attorno a quota 5,80 vedono il primo supporto di qualche consistenza per il $Tnx in caso probabile di prosecuzione della salita del decennale Usa

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Tf weekly pure vede un arretramento complessivo: si sono perse con distacco le sma corte, c'è un supporto statico a quota 5,80-6,00 di $Tnx, è verosimile venga testato in settimana prossima.

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Tf monthly: il mese di giugno si avvia a terminare in respingimento da parte di sma 5, intanto giunta a quota 0,74% di rendimento. Il campo largo del grafico vi permette un raffronto della situazione corrente di momentum Rsi 13 monthly con quella della crisi Lehman. Siamo stabilmente da mesi su valori infimi di momentum che allora si toccarono soltanto per un mese, a dicembre 2008.

Ciò è senz'altro dovuto in primis all'azione della Fed, al continuo acquisto di treasuries per tenere bassi i rendimenti e facilitare sia gli investimenti pubblici che l'indebitamento privato, tuttavia è proprio tale fattore a rendere arduo ipotizzare cadute rovinose nell'immediato, sempre per quanto detto: senza un rimbalzo dei rendimenti, dal fondo di un pozzo cadere è complicato.

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Circa il sentiment, sempre nessuna novità: il Dsi del T-bond decennale (come peraltro della T-note biennale) alla chiusura di giovedì permane su valori neutrali, a quota 53, contro i 49 del giovedì della settimana scorsa. Qualcosa si sarà guadagnato con la salita di venerdì. Sempre su valori neutrali le medie mobili sma 5, 10 e 21. Essere bullish sul decennale con una ripartenza economica Usa in corso (salvo vedere se sarà duratura e sostenibile) e con un rendimento dello 0,6% non è facile.

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Flussi di capitale nei bond Usa: dopo una pausa di una settimana, l'inflow settimanale nel rilevamento Lipper torna ad essere consistente, sopra i 10 mld $, per la precisione a 11,3 mld $. Resta buono, sebbene inferiore, l'inflow rilevato da Etf.com, a 6.932 mld $ circa. Si tratta di circa 1 mld $ in più della settimana precedente, quando si era scritto: "I trader degli ETF hanno più che raddoppiato l'esposizione sui bond Usa su base weekly.", passando da circa 3 ad oltre 6 mld $. Una scelta che si è rivelata proficua e che è stata confermata anche nella settimana appena conclusasi.



Novità nel dato Cot nel grafico Barchart: in un contesto di appiattimento delle posizioni, vede i large speculator ripassati marginalmente long, i commercial e gli small speculator marginalmente short.


Il dato Tff (i dati di base sono gli stessi del Cot, solo assemblati diversamente, sia per categorie di operatori, sia per l'integrazione nel grafico Barchart dei contratti "spreading" nel posizionamento long/short) mostra su base settimanale asset manager/istituzionali muovere in direzione short, per 48k contratti circa e leveraged fund muovere in direzione long per oltre 72k contratti.

Il dato pare favorevole allo short, quindi ad un temporaneo alleggerimento sul decennale, in contrasto con le indicazioni di AT.

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L'analisi di Hedgopia, continua a tracciare il comportamento della Fed come possibile chiave di lettura dell'andamento del decennale

 
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Tony

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Pubblicate le minute dell'ultimo meeting Fed. Hanno parlato, fra l'altro, di controllo della curva dei rendimenti, ossia della possibilità di tenere fissi i rendimenti su parte della curva dichiarando che acquisteranno tutti i tresuries necessari allo scopo.

Sollevate obiezioni di vario tipo, fra le quali molto sensata questa:

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Il favore dei membri Fed pare andare piuttosto al ripristino della forward guidance, agganciandola ad alcuni elementi

 

Tony

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Aggiornamento settimanale sul decennale Usa.

Settimana breve quella appena conclusasi per i mercati Usa, stante la chiusura di venerdì a celebrazione del weekend lungo per il 4 di luglio. Continua a tenere banco il profilo sanitario della crisi da covid in una parte molto importante degli Usa, con i casi che sono tornati a risalire anche nel nord, seppure in misura non significativa come nel sud e nell'est in cui il lockdown era stato più breve e la riapertura non sempre accompagnata da adeguate misure di cautela.

Si vedrà se si riuscirà a contenere l'epidemia senza dover attivare restrizioni troppo incisive sull'economia ed a farlo in tempi ristretti.

Sul fronte Fed nulla di particolarmente nuovo è venuto dalla testimonianza parlamentare resa dal chair Powell e dal segretario del Tesoro Mnuchin sulle misure adottate per fronteggiare la crisi economica da covid. Powell resta moderatamente pessimista, Mnuchin nutre un ottimismo necessario, stante la sua posizione.


Del contenuto delle minute dell'ultimo meeting Fed si è scritto al post precedente a questo.

Settimana di navigazione abbastanza tranquilla per il decennale Usa. Il $Tnx è salito venerdì a 6.69 (equivalente a 0,669% di rendimento del decennale), +5,19% w-o-w.

Per i dati macro Usa, settimana in cui di rilevante ci sono stati i soli dati della disoccupazione, gli initial jobless claims vanno sempre nella stessa direzione, a mostrare una perdita di posti di lavoro in riduzione solo graduale (giovedì 1.427k licenziamenti vs i 1.482k del dato rivisto della settimana precedente). I continuing jobless claims a loro volta stazionano poco sopra i 19.000k. Tuttavia anche la creazione di nuovi posti di lavoro (gli Usa contabilizzano separatamente i due dati) ha mostrato una forza inattesa, con 4.800k nuove buste paga nel mese di giugno contro attese per 3.000k, a determinare una discesa del tasso di disoccupazione all'11,1% contro il 13,3% del mese precedente e aspettative per un calo al 12,3%.

Il tool CME che misura le aspettative sull'andamento dei tassi in prospettiva nei meeting Fed a venire è sempre fermo al meeting di marzo 2021. Altrettanto ferme, fisse sullo zero, le chance di risalita dei tassi fino ad allora.


Circa l'analisi tecnica del $Tnx, è stata in realtà una settimana sostanzialmente laterale. Il decennale Usa continua ad essere acquistato, la promessa di un QE illimitato comprime i rendimenti, almeno finché la Fed non avrà deciso con cosa sostituire una misura tanto estrema. E d'altronde si ripete quanto già detto più volte: i valori di Rsi sui Tf lunghi del $Tnx, in specie il monthly, sono così compressi da rendere arduo ipotizzare nell'immediato una discesa forte dei rendimenti.

Il Tf daily ha visto il $Tnx fermare il tentativo di discesa alla seconda seduta settimanale. Non è stato neanche direttamente impegnato il supporto statico a quota 5,80-6,00. Un tentativo di risalita partito nella stessa seduta di martedì è culminato venerdì in un respingimento su sma 50 a quota 6,89. Sotto il supporto statico, sopra sma 50 e le sma corte.

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Tf weekly, stesso discorso. Il supporto statico in area 5,80-6.00 è evidente anche in questo Tf, sopra ci sono le sma corte

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Tf monthly: giugno si è concluso come da copione, con un respingimento da parte di sma 5. Essa tuttavia, per il gioco delle medie matematiche, è scesa fino a quota 0,65% di rendimento, così che luglio, al close di venerdì scorso, la ha scavalcata. Per ora dunque sma 5 funge da supporto del $Tnx mensile. Gli ultimi 4 mesi sono tutti agevolmente contenuti nella candela di marzo scorso, a segnare quanto lenta sia per ora la risalita dei rendimenti. L'estrema lentezza della progressione determina il protrarsi della debolezza del momentum Rsi 13 monthly. sempre su valori infimi dopo 4 mesi di lievissima salita dei rendimenti dai minimi di marzo.

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Non sorprende sia stata l'ennesima settimana di bonaccia per il sentiment: il Dsi del T-bond decennale alla chiusura di mercoledì insiste sempre su valori neutrali, a quota 58, contro i 53 del giovedì della settimana scorsa. Una progressione lieve. Sempre su valori neutrali anche le medie mobili sma 5, 10 e 21. Come già detto, con i rendimenti a 10 anni allo 0,6%, la bullishness sul decennale richiede una visione di pessimismo cosmico per il futuro.

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Flussi di capitale nei bond Usa: nelle fasi di andamento tranquillo dell'equity, l'inflow settimanale nel rilevamento Lipper tende a ridursi, pur senza che i flussi mutino di segno. Stavolta sono entrati 5,6 mld $.

Manca il dato di Etf.com per via della festività Usa.


Tutta l'ultima parte della disamina settimanale manca in assenza della pubblicazione del dato Cot Tff per la festività del venerdì (e quindi dei grafici Barchart nonché della analisi di Hedgopia).

Lunedì sera, con il dato disponibile, si procederà ad una integrazione.
 

Tony

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Aggiornamento settimanale sul decennale Usa.

Settimana sempre con l'occhio sull'andamento della crisi sanitaria negli Usa, il numero dei casi di covid continua a crescere esponenzialmente ed ha superato i 65.000 al giorno, segnando nuovi record giornalieri. Anche il numero dei ricoveri ospedalieri continua a crescere, sebbene i decessi invece risultino in calo, anche perché la fascia di popolazione più a rischio di conseguenze severe ha adottato misure di salvaguardia più efficaci.

Alcune restrizioni ad attività economiche non essenziali (chiusure/limitazioni all'attività di bar, ristoranti, palestre et similia) sono state riadottate, in ordine sparso, in stati o in parti di stati. Da verificare se l'adozione di un approccio "alla svedese" in molti stati del sud e dell'ovest, con le restrizioni adottate in misura minima, ad evitare il solo completo congestionamento delle strutture ospedaliere, funzionerà o meno negli Usa.

Dal presidente Trump e dal segretario Mnuchin sono venute intanto rinnovate pressioni sui senatori Gop affinché trovino una intesa con i Dem onde varare ancora un intervento di stimolo all'economia entro fine luglio, quando scadrà il sussidio extra governativo per i disoccupati da covid 19.

E' stata ancora una settimana a ridotta volatilità per il decennale Usa. Il $Tnx è sceso venerdì a 6.30 (equivalente a 0,630% di rendimento del decennale), -5,38% w-o-w. In sostanza è un movimento uguale e contrario a quello della settimana scorsa.

Circa i dati macro Usa, i consueti dati della disoccupazione hanno mostrato gli initial jobless claims ancora in moderata riduzione, segno che la crisi covid continua ancora a provocare perdite importanti di posti di lavoro, per quanto più che compensate negli ultimi due mesi dalla creazione di nuovi posti grazie alla riapertura economica. Giovedì sono stati 1.314k licenziamenti vs i 1.413k del dato rivisto della settimana precedente. Bene stavolta i continuing jobless claims in riduzione di circa 900k unità a poco più di 18.000k.

Importanti in settimana i dati sull'inflazione PPI, in drastico calo a giugno (core PPI -0,3% m-o-m e 0,1% y-o-y contro 0,1% e 0,4% attese; PPI -0,2% m-o-m e -0,8% y-o-y contro +0,4% e -0,2% attese). Un segno molto negativo, l'attesa ripartenza dei prezzi alla produzione non c'è stato. Importante che ciò non si estenda alla CPI, poiché con una inflazione al consumo stabilmente negativa si imporrebbe un ripensamento della politica Fed sui tassi di interesse.

Il tool CME che misura le aspettative sull'andamento dei tassi in prospettiva nei meeting Fed a venire è sempre fermo al meeting di marzo 2021. Altrettanto ferme, fisse sullo zero, le chance di risalita dei tassi fino ad allora.


Analisi tecnica del $Tnx: in quella che pare la continuazione di un movimento laterale che prosegue da marzo, un elemento merita una notazione. Un top di rimbalzo del $Tnx è stato fatto il 5 giugno e ribadito l'8 giugno. Il top di S&P 500 è stato fatto anch'esso l'8 giugno. Da allora, mentre la lateralizzazione di Spx ha prodotto un ritorno quasi sui massimi, quella del $Tnx ha visto una buona discesa dai livelli del 5-8 giugno, con perdita ed inversione delle sma corte e della bollinger mediana daily e perdita di sma 50 daily. E' questo l'inizio di un movimento di discesa, in anticipo su quello dell'equity ?

E' possibile e la cosa andrà tenuta d'occhio, ma non è detto vada così. Intato, sotto i livelli attuali tiene il forte supporto statico a quota 5.80-6.00 e venerdì c'è stata una reazione rialzista del $Tnx proprio al test di tale supporto nonché della bollinger inferiore daily. E poi vale sempre lo stesso discorso: il momentum sul Tf monthly è così depresso da rendere difficilmente ipotizzabile una caduta ulteriore dei rendimenti senza che prima un rimbalzo di qualche consistenza sia accaduto.

Il Tf daily

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Sul Tf weekly, sempre lateralizzazione. Supporto statico in area 5,80-6.00 sotto, sma corte e bollinger mediana sopra. Candela settimanale di possibile reazione rialzista, momentum neutrale.

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Circa il Tf monthly, il movimento settimanale ha portato alla perdita di sma 5 a quota 0,650. Certo, è presto per dire. Sul momentum monthly estremamente depresso non si può che continuare a rilevarlo.

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Abbiamo perso la fonte di aggiornamento sul Dsi, purtroppo. Sono dati a pagamento, i diffusori gratuiti non durano a lungo. Si può ipotizzare una salita del sentiment sui T-bond in area 65.

Flussi di capitale nei bond Usa: siamo tornati ad un inflow settimanale consistente nel rilevamento Lipper,come già accaduto nelle precedenti settimane in presenza dei segnali di incertezza sull'equity. Si è trattato di un inflow per 12,6 mld $. Circa la metà, 6,463 mld $ per l'esattezza, l'inflow rilevato da Etf.com.



Intanto il dato Cot nel grafico Barchart segnala un consolidamento del pur lieve long segnato dai large speculator 2 settimane fa, gli small speculator sono anch'essi marginalmente long mentre i commercial vanno incrementando lo short.


Il dato Tff (i dati di base sono gli stessi del Cot, solo assemblati diversamente, sia per categorie di operatori, sia per l'integrazione nel grafico Barchart dei contratti "spreading" nel posizionamento long/short) mostra su base settimanale asset manager/istituzionali muovere ancora in direzione short, per 27.5k contratti circa e leveraged fund muovere in direzione long per poco più di 23k contratti.

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L'analisi di Hedgopia

 
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