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Bond Webuild (ex Salini), Euro, tasso fisso scadenze 2021-3.75% XS1435297202; 2024-1.75% XS1707063589; 2027-3.625% XS2102392276

Pietro Maule

Active member
Salve a tutti,
Vi segnalo questi 2 bond di Salini Impregilo:
XS1435297202 - scadenza 24/06/2021 - cedola fissa 3.75% - senior - quota a 100
XS1707063589 - scadenza 26/10/2024 - cedola fissa 1.75% - senior - quota a 84
Entrambi con lotto minimo altro (100K), rating BB.
Salini è il primo costruttore italiano, lavora in tutto il mondo e soprattutto punta a realizzare il 30% negli USA, il business in Italia è marginale rispetto al resto (nota positiva direi...), recentemente ha venduto (con plusvalenza) una divisione della sua controllata USA Lane per circa 500 mln USD e, dichiarazioni di Agosto del CFO, tra le prossime opzioni c'è una cedola straordinaria e buyback del debito. Sempre quest'anno si è parlato di de-listing da Milano e quotazione a NY (dato che i profitti realizzati negli USA sono ormai la quota maggiore).
Ricavi per circa 6 mld Euro e debito sotto controllo.
Insomma una serie di notizie molto promettenti, una storia ben diversa da altri player italiani (Astaldi, Condotte).

Il bond 2020 offre cedola interessante e scadenza a meno di 3 anni.
Il 2024, pur offrendo una cedola contenuta (è stato piazzato sul primario a fine ottobre 2017), è calato parecchio nelle ultime settimane, forse effetto contagio ASTALDI, o per incertezza paese che si riflette anche sui bond nazionali.

Fatevi avanti con commenti, dubbi, e news , grazie
 
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Ivanuzzo

Well-known member
PRIMO PIANO
27 Settembre 2018
Il Sole 24 Ore


the big short


Hedge fund all’attacco (ribassista) sui bond


Forti vendite allo scoperto su Astaldi e Cmc: ecco la strategia degli speculatori



L’attacco vero e proprio è diventato palese il 29 agosto, con l’aggravarsi della situazione in Turchia. Quel giorno il prestito obbligazionario 2020 di Astaldi sul mercato ha visto infatti il prezzo sprofondare dal 74% del valore nominale al 58%. Fino ad arrivare a 37 il 14 settembre, che equivale a un rendimento del 62%. Ma sul mercato i movimenti si vedevano già da qualche tempo: approfittando delle difficoltà sempre più gravi di Astaldi, un gruppo di hedge fund e i trader di alcune banche d’affari hanno infatti avviato una gigantesca campagna ribassista sui suoi bond. Vendite allo scoperto (in parte anche «nude») in grandi quantità, che hanno amplificato il collasso del bond. E che si sono estese piano piano all’intero settore delle costruzioni. Ecco come. E perché.
The big short
Solitamente per vendere «allo scoperto» bisogna fare così: ci si fa prestare i titoli da qualche banca d’affari, si vendono sul mercato quando hanno ancora un prezzo elevato, si aspetta che il prezzo scenda e poi si ricomprano a un valore basso. Questo è il modo migliore per guadagnare dal ribasso delle quotazioni. Ma dato che sui bond Astaldi il prestito titoli è molto difficile da ottenere (sono illiquidi e introvabili), molti hedge fund hanno iniziato a venderli allo «scoperto» anche senza averli avuti in prestito. Insomma: vendono bond che non hanno. Pratica vietata sul mercato azionario ma non - conferma Consob - sui bond aziendali. Così la furia di vendite è diventata una bufera.
La logica di chi specula al ribasso su Astaldi è semplice. Innanzitutto questi fondi realizzano un guadagno facile perché, essendo l’azienda in difficoltà, i prezzi dei bond scendono. La stessa speculazione ribassista li fa scendere. Alla fine, quando i prezzi raggiungono livelli bassi, gli stessi fondi speculativi iniziano a ricomprarli. Con due prospettive possibili. Uno: se la società si salva e non va in default, quei bond verranno rimborsati a 100 anche a chi li ha comprati a 37. Se invece la società deve ristrutturare il debito (come ormai appare evidente), i possessori dei bond hanno probabilità di diventare azionisti (convertendo i debiti in azioni). Il tutto dopo aver guadagnato dalle vendite allo scoperto. Ovviamente per gli hedge fund sono elevati anche i rischi. Non solo perché se il titolo è illiquido sarà difficile trovarlo sul mercato quando servirà averlo, ma anche perché non è detto che la ristrutturazione del debito debba essere per loro favorevole. Anche gli speculatori possono uscire con le ossa rotte.
La bufera si allarga
Partendo da Astaldi, la speculazione ribassista si è estesa poi all’intero settore. Sono per esempio stati presi di mira i bond di Cmc, crollati (dopo i conti deludenti e una conference call che non è piaciuta al mercato) fino al 55% del valore nominale (il che significa che il rendimento è salito al 22%) per poi rimbalzare a 58. Ma la volatilità, ormai rientrata del tutto, ha lambito anche i bond di Salini Impregilo.
E questo suggerisce una riflessione. Sebbene non vengano infrante leggi, è indubbio che questa speculazione ribassista abbia l’effetto di mettere in un angolo in maniera fulminante aziende già in crisi. Perché è vero che i prezzi dei bond scenderebbero ugualmente, ma non così velocemente e così tanto. La speculazione dunque di fatto sta aggravando la crisi di un settore con 25mila lavoratori. Se anche volesse, oggi Astaldi non potrebbe emettere nuovi bond per rifinanziare quelli in scadenza: perché con un mercato così stressato dovrebbe offrire rendimenti impagabili. Sarebbe difficile anche per Cmc. Di fatto, quindi, la speculazione può finire per aggravare le situazioni di difficoltà e costringere le aziende a ristrutturare il debito.
@moryaLongo
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Morya Longo
 

Imark

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E' di recente emersa la possibilità di un coinvolgimento di Salini-Imprengilo nella vicenda Astaldi, si vedrà se la disamina del dossier si tradurrà in un interessamento concreto e, nel caso, per che cosa.

Peraltro mi chiedo se le banche creditrici di Astaldi, per dire, avrebbero interesse per una Salini-Impregilo che volesse acquistare a sconto asset Astaldi e d'altro canto mi chiedo altresì se la posizione di Salini le consentirebbe un impegno finanziario - con ruolo di primo piano - rispetto alle vicende dell'altro costruttore romano.

Ho dato una occhiata più ravvicinata a Salini partendo dal rating e dalle più recenti valutazioni disponibili da parte delle agenzie, iniziando da S&P.

Salini aveva già rating HY per S&P (BB+) quando, nel marzo 2018, è stata messa in creditwatch negativo. Lo scorso 8 maggio il rating è stato ridotto a BB/stabile.

Le problematiche evidenziate da Salini all'atto della pubblicazione dei risultati del 2017 erano non dissimili da quelle di altri operatori del settore.

Una forte crescita del capitale circolante assorbiva cassa nel 2017 per circa 330 mln €, azzerando il flusso di cassa operativo nell'anno. Ciò in conseguenza sia di una percezione di anticipi sui lavori inferiore a quanto precedentemente stimato da Salini, sia dei costi generati dalla messa in cantiere di alcuni progetti di grandi dimensioni aggiudicati in Africa e in Medio Oriente nel biennio 2016-2017.

Un secondo elemento di vulnerabilità di Salini nello scorso anno è disceso dall'essere il debito denominato per lo più in euro, laddove fatturato e cassa sono generati principalmente in altre valute, prevalentemente Usd. Il deprezzamento del Usd contro Eur nel 2017 ha impattato i ricavi per 135 mln € e l'EBITDA per 41 mln €.

I due fattori hanno concorso a determinare un indebolimento della metrica finanziaria di Salini, con un FFO/debt attestatosi per il 2017 al 24,4% contro una stima iniziale di S&P per un 31-32% e comunque al di sotto del 30% che per S&P costituisce la soglia per giovarsi di un rating BB+. L'agenzia ha inoltre ritenuto - pur ritenendo possibile un lieve miglioramento del dato nel biennio 2018-2019 - non probabile che la soglia del 30% possa essere sostenibilmente recuperata in tale lasso di tempo.

Per il biennio 2018-2019 l'agenzia stima che working capital e capex continueranno ad assorbire cassa, seppure in misura molto inferiore a quanto vistosi nel 2017, con l'effetto di ridurre le disponibilità occorrenti a Salini per ridurre l'indebitamento lordo e cita in merito la revisione al ribasso degli obiettivi di deleverage nel biennio da parte di Salini, passata a 200 mln € di taglio del debito contro il precedente target indicato nel 2x-2,5x di gross debt/EBITDA.

Anche Salini ha abbattuto del 50% il valore dei propri asset venezuelani nel 2017, portandolo da 628 a 314 mln €, con un impatto sull'EBIT per circa 292 mln €.

Il downgrade da parte di S&P non incorpora gli esiti del piano di dismissione di asset non strategici formulato da Salini nello scorso aprile e tradottosi nella recente cessione di una divisione della controllata Usa Lane Industries, sul quale tornerò con un post a parte.

Fra i punti di forza di Salini evidenziati da S&P la buona diversificazione geografica, con il 23% dei ricavi conseguiti in Europa, il 26% negli Usa, il 13% in Africa, il 26% in Medio oriente ed il resto in Sud america ed Australia.

Altro punto di forza il portafoglio ordini, pari a 34 mld € a fine 2017 e con un rapporto backlog/revenues superiore al 5,6x. In crescita la parte rappresentata dagli Usa che esprimono il 40% dei nuovi ordini acquisiti nel 2017 e che già nel 2018 dovrebbero rappresentare il 30% dei ricavi di Salini. In questo contesto, residua un fattore di rischio costituito dagli ordini presi in carico prima della scelta strategica di puntare a espandere il business in Usa, poiché dei 10 maggiori progetti che vedono impegnata Salini e che rappresentavano nel 2017 il 47% dei ricavi, la gran parte è collocata in paesi emergenti.

L'outlook stabile incorpora aspettative di conservazione di un margine EBITDA del 10% nel biennio 2018-19 nonché un payout ratio, per ciò che concerne i dividendi, non superiore al 40%

Fra i fattori che potrebbero portare ad un innalzamento del rating, un ritorno del FFO/debt sopra il 30%, un FOCF che sia stabilmente e sostenibilmente positivo per effetto di un riduzione del working capital. Anche i proventi delle dismissioni previste da Salini (e poi, come sappiamo, attuate) potrebbero generare analogo effetto ove adoperate a riduzione dell'indebitamento.

Al contempo, dinamiche negative attinenti al working capital e legate anche a fattori di rischio derivanti dalla esposizione a paesi emergenti della quale si è detto potrebbero portare ad ulteriore deterioramento del FFO/debt ed indurre a revisioni negative del rating.

S&P ha inteso poi che Salini non preveda di procedere nei prossimi anni ad acquisizioni finanziate a debito e ritiene che una scelta differente in merito potrebbe avere un impatto negativo sul rating, come altresì un indebolimento della posizione di liquidità, cosa che peraltro l'agenzia ritiene improbabile

Allego i due press release, quello attinente al creditwatch e quello attinente al downgrade
 

Allegati

  • S&P Salini creditwatch.pdf
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  • S&P Salini downgrade.pdf
    77,3 KB · Visite: 4

Imark

Administrator
Membro dello Staff
Appena posso, continuo il lavoro con le altre due agenzie, l'ultimo paio di trimestrali disponibili di Salini e l'episodio della vendita della divisione di Lane Industries e della valenza che essa assume per Salini
 

Pietro Maule

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Buongiorno a tutti...mi chiedo questo in merito all'ipotesi di de-listing a Milano e quotazione solo a NY...come va ad influire sul valore dell'azione un'operazione del genere ? tecnicamente cosa succede ? che effetti avrà sul valore dell'azione ...ora quota circa 2 euro ?
Questo al netto del coinvolgimento in Astaldi.

Grazie
 

Imark

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Per completare il quadro delle agenzie di rating, dirò che Moody's non ratea Salini-Impregilo, mentre Fitch lo fa sebbene poi l'ultima rating action sia un po' datata, giacché risale all'ottobre 2017 e tutto sommato non introduce elementi di novità rispetto a quella di S&P, che prendeva invece in considerazione vicende più recenti di Salini.

L'ultima rating action di Fitch è un upgrade peraltro, da BB a BB+, basato soprattutto sul miglioramento del cd. business profile conseguente all'acquisizione fatta in Usa, tradottosi in crescita dimensionale, maggiore diversificazione del business e minore concentrazione dell'attività in un numero di progetti che interessano paesi emergenti.

Il press release contiene a mio avviso un numero limitato di elementi di interesse, lascio comunque il link sotto.

https://www.fitchratings.com/site/pr/1031175
 

Pietro Maule

Active member
Un'altra commessa importante negli USA, da Milano Finanza.

Salini Impregilo vince anche la gara per l'alta velocità in Texas
In attesa che su Astaldi arrivino conferme più precise, il gruppo svilupperà le attività di progettazione della linea di alta velocità di 24 miglia tra Houston e il Texas del Nord e opererà come leader del consorzio per i lavori di ingegneria civile .
Seconda commessa vinta da Salini Impregilo in un solo giorno, nell'attesa che su Astaldi arrivino conferme più precise circa un eventuale coinvolgimento sul salvataggio del gruppo che ha richiesto al tribunale il concordato preventivo in bianco. Dopo la commessa da 253 milioni di dollari vinta in Florida dalla controllata Lane per costruire la strada Wekiva Parkway (comunicata stamattina prima dell'avvio delle contrattazioni), il gruppo ha appena firmato un accordo con Texas Central per lo sviluppo del progetto per la linea ad alta velocità in Texas.
Salini Impregilo svilupperà le attività di progettazione della ferrovia super veloce tra Houston ed il Texas del Nord, e opererà come leader del consorzio per i lavori di ingegneria civile, per la realizzazione di 240 miglia della linea. L'azienda è da tempo interessata a prendere parte alla sfida per portare la ferrovia ad alta velocità in Texas, come fatto in altri Paesi, come l'Italia, dove ha costruito gran parte del sistema ferroviario ad alta velocità.
Oggi gli Stati Uniti sono il principale singolo mercato di interesse, dove il gruppo ha una presenza consolidata per grandi infrastrutture come autostrade e ponti, oltre a tunneling, ed è molto interessato a crescere anche nel settore delle ferrovie e in particolare dell'alta velocità, per il potenziale di crescita del settore negli Stati Uniti.

Salini Impregilo nel settore dell'alta velocità, ha realizzato in Italia alcune delle tratte più importanti come la Torino-Milano, la Bologna-Firenze e la Firenze-Roma, oltre al Tunnel del Gottardo, e ha in corso progetti come l'alta velocità Milano-Genova e il tunnel del Brennero. Tra le opere realizzate dal gruppo nel più ampio settore dei trasporti anche grandi progetti iconici a livello mondiale, come l'espansione del Canale di Panama.
Al momento il titolo Salini Impregilo sale dell'1,78% a 2,06 euro.
 

Bergman75

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La 21 sul midprice rende il 5% circa come la 24. Quest'ultima ha avuto due colpi sul bid piuttosto bassi, ma solo verso le 15,30, dopodiché sia bid che ask si sono abbassati di una figura e mezza circa. Dubito quindi che dipenda dall'articolo di A&F uscito stamattina.
 

Imark

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Membro dello Staff
La 21 sul midprice rende il 5% circa come la 24. Quest'ultima ha avuto due colpi sul bid piuttosto bassi, ma solo verso le 15,30, dopodiché sia bid che ask si sono abbassati di una figura e mezza circa. Dubito quindi che dipenda dall'articolo di A&F uscito stamattina.

Credo possa dipendere dal rischio che Salini-Impregilo ceda alle pressioni delle banche e/o (forse) della politica e si lasci tirare dentro mani e piedi nella vicenda Astaldi. Lo auguro agli obbligazionisti Astaldi, non - sinceramente - a quelli di Salini - Impregilo
 

Pietro Maule

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Altre importante commessa...da MF del 19/10/2018

Salini Impregilo fa il bis in Francia
Al gruppo un contratto da 718,8 mln di euro per la costruzione di un ulteriore tratto del Grand Paris Express, il maggior progetto di mobilità sostenibile in Europa. Il progetto, dopo quello vinto a marzo scorso per la stessa linea, segna il suo ritorno nel Paese dopo oltre 20 anni .
Nuovo appalto in Francia per Salini Impregilo . Il gruppo si è aggiudicato un contratto da 718,8 milioni di euro per la costruzione di un ulteriore tratto del Grand Paris Express, il maggior progetto di mobilità sostenibile in Europa.
La futura linea 16, di cui Salini Impregilo ha vinto il contratto per la realizzazione del lotto 2, servirà numerosi comuni delle aree a nord e ad est della grande area metropolitana Grand Paris. I lavori previsti comprendono lo scavo di 11,1 chilometri di tunnel e la costruzione di quattro stazioni (Aulnay, Sevran- Beaudottes, Sevran-Livry et Clichy-Montfermeil), oltre ad 11 opere ausiliarie.
Almeno il 20% del valore totale del contratto sarà assegnato a subappaltatori locali e, oltre alla formazione che sarà erogata a lavoratori e quadri locali, si prevede una particolare attenzione per il tema della inclusione di categorie svantaggiate, per un minimo del 5% del totale delle ore lavorate per il lotto.

“Siamo molto soddisfatti di essere stati selezionati per questo secondo contratto nell’ambito del Grand Paris Express, che oggi rappresenta il più grande progetto di mobilita sostenibile in Europa”, dichiara Pietro Salini Amministratore Delegato di Salini Impregilo . “Questo contratto si aggiunge ad un altro che ci era stato assegnato a marzo sempre nell’ambito del sistema metro di Parigi. La città ha avviato un progetto titanico nel settore metro, che entro il 2030 rivoluzionerà la mobilità di Parigi e contribuirà a supportare la ripresa economica della città e del paese. Questo tipo di progetti mostra come i governi di molti paesi stanno pianificando la loro crescita in funzione anticiclica.
Si ricorda che a marzo 2018 il gruppo guidato dal ceo Pietro Salini , in joint venture con Nouvelles Générations d’Entrepreneurs, ha vinto a Parigi, sempre nell’ambito del Grand Paris Express, un contratto da 203 milioni di euro per l’estensione della linea 14 del Grand Paris Express fino all'aeroporto di Orly. Insieme al nuovo contratto appena aggiudicato, i due progetti segnano il ritorno del gruppo in Francia, piu di 20 anni dopo i lavori eseguiti tra il 1992 e il 1998 per la metro di Parigi sulla linea Est-Ouest Liaison Express (Eole) e sulla linea Meteor (Metro Est-Ouest Rapide).
Salini Impregilo ha realizzato oltre 400 km di linee metropolitane nel mondo, da New York a San Pietroburgo. Tra gli ultimi progetti assegnati al gruppo, le Linee 2 e 4 a Lima, la metropolitana di Doha, insieme a quelle di Riad in Arabia Saudita e Cityringen a Copenaghen, la Linea 4 a Milano e la nuova linea di Salonicco in Grecia.
La società è inoltre impegnata nella realizzazione di linee ferroviarie leggere, come quelle che sta facendo in Australia a Perth e a Sydney. In particolare a Sydney, nel 2018, ha ricevuto il premio "2018 Project of the Year", dalla rivista americana del settore Engineering News-Record, per il ponte skytrain e il relativo viadotto, realizzati per la Sydney Metro Northwest, parte del più importante progetto di trasporto pubblico australiano.
 

Darietti

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Pur considerando il possibile coinvolgimento in Astaldi e la situazione Italiana mi sembra che i bond Salini arretrino più' di altri di pari rating. Desidererei qualche vs. considerazione. Grazie
 

Imark

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Pur considerando il possibile coinvolgimento in Astaldi e la situazione Italiana mi sembra che i bond Salini arretrino più' di altri di pari rating. Desidererei qualche vs. considerazione. Grazie

Il 2021 rende a scadenza circa il 5,5% lordo, il 2024 circa il 6,2%.

A situazione italiana e possibile coinvolgimento in Astaldi aggiungerei il comparto merceologico di appartenenza, che non ispira grandissima confidenza di questi tempi, e problematiche proprie di Salini, come l'esposizione a mercati emergenti per ancora, nel 2017, poco meno della metà del fatturato generato dai progetti cantierati.

Tutto sommato, il rendimento lo direi proporzionato ai rischi
 
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